Damiano Messina con le sue opere pittoriche si presenta al pubblico con estrema pudicizia; non cerca il consenso ad ogni costo, ma il giusto riconoscimento al suo osservare e dipingere la natura, il mondo che ci "ospita" esibendo visioni incantate di un Eden non della memoria, ma visto e goduto nella realtà di luoghi non ancora deturpati dall'invadenza deleteria di una umanità tesa alla conquista del superfluo, dell'apparente, ignorando totalmente le uniche cose per le quali la vita merita d'essere vissuta, il bello della natura, un fiore che mostra senza ritrosia lo splendore del suo inimitabile cromatismo, il mare dal colore delicato del turchese ed il cielo altrettanto attraente di un azzurro puro, lindo, non molestato da nubi, delle barche "a secco" completano questa visione di coerente armonicità.
La pittura di Damiano risuona di reminiscenze "naif", una tendenza ritenuta erroneamente dai più, una espressione artistica elementare, poco più del frutto fantastico di un bambino.
Nulla di più errato, la pittura "naif" oltre a godere della dignità di qualsiasi altra espressione artistica, si inquadra in un ben definito spazio che ha assistito alla nascita di veri e propri capolavori, mai dimenticare le fantastiche visioni di Ligabue.
Damiano dipinge squarci di una poeticità commuovente, siepi verdissime punteggiate dall'invadente presenza di piccoli fiori coloratissimi e poi, il viottolo che sale verso luoghi misteriosi come misterioso è il pensiero di un'artista, impenetrabile alla comprensione dei più, eppure intimamente captato e decriptato da tutti in un misterioso fenomeno osmotico, una magia che solo l'arte concepita come espressione visiva di una ispirazione poetica può donare.
Nei dipinti di Damiano si avvera l'incerta e trepida domanda se un sogno può essere scorto nei suoi colori tornando alla mente al risveglio, donando un messaggio di serenità e bellezza a riscattare le brutture del mondo da affrontare giorno per giorno, ora per ora, alle volte senza l'ausilio di una parola di speranza.
Ben vengano quindi i quadri di Damiano ad allietare ed illuminare una realtà il più delle volte, cupa, foriera di un avvenire, che l'uomo, ha voluto senza un futuro di speranza.